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PROGETTO EDUCARSI ALLA LIBERTA'

“Educarsi alla libertà – Vigevano città del teatro partecipato”
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Quando: dal 25/10/2019 al 30/06/2020

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Azienda Speciale Multiservizi Vigevano, Produzioni Vismara Peppino, Fondazione di Piacenza e Vigevano, ASST Pavia, Ministero della Giustizia, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Città di Vigevano, Cooperativa TeatroIncontro.

 

PROGETTO “Educarsi alla libertà – Vigevano città del teatro partecipato”.

 

IL TEATRO PARTECIPATO

La prima significativa differenza tra il teatro come storicamente lo conosciamo e il teatro partecipato è che nel teatro partecipato il teatro è un mezzo e non un fine. La naturale conseguenza è che lo spettacolo prima ancora di essere realizzato per il pubblico, è realizzato per le persone che vi lavorano. Deve soddisfare l’utenza e la committenza. Pertanto non sta nel rigore estetico il suo obiettivo, ma nella capacità di generare dei cambiamenti nei contesti in cui opera. Seconda differenza è che il teatro partecipato, almeno come lo pratichiamo noi, raramente usa il palcoscenico, ma viene realizzato in luoghi non teatrali (Case di riposo, carceri, case private, comunità, bar, auto, pullman, cortili ecc.). Pertanto è un teatro che non usa le prerogative proprie del teatro, ossia luci, costumi, scenografie. Ma, nonostante queste enormi differenze con il teatro come storicamente lo riconosciamo, nonostante non rincorra pubblici, critici, pubblicità, il nostro teatro partecipato attrae pubblici, soprattutto un pubblico nuovo, critici, viene ospitato nei cartelloni degli stabili. Perché accade questo? Io credo perché pratichiamo un teatro vivo e che parla al futuro. E in un’epoca dove si è orfani di futuro, forse non è poco.

 

“I PROMESSI SPOSI al De RODOLFI”

Spazio Evergreen –

Venerdì 25 ottobre – venerdì 29 novembre, ore 21 (Ingresso gratuito).

 

Con gli ospiti del De Rodolfi facciamo tutto ciò che a teatro non si fa. Il testo è solo un pretesto. Si suggerisce ad alta voce. Non ci sono luci. Costumi. Eppure il risultato è autentico teatro. Lo è perché questi attori, età media 85 anni, hanno imparato, cosa per nulla semplice, a rispettare i tempi comici. In scena io faccio loro da spalla e loro accentuano errori, si lanciano in espressioni surreali. Ed è grazie alla loro capacità di divertirsi e divertire che hanno attratto un pubblico che va molto oltre la cerchia dei familiari e degli amici. Con il loro sgangherato teatro, un vero e proprio caos organizzato, queste persone fanno tabula rasa della retorica che vuole gli anziani solo come portatori di esperienze passate. Gli ospiti del De Rodolfi in scena invece ci parlano del loro presente. Ci dicono che nonostante i cateteri, le carrozzine, le patologie proprie della loro età, vogliono vivere, esserci e pertanto il pubblico esce dai loro spettacoli carico di energia, di voglia di fare. Ed è per questo che I “Promessi Sposi”, grazie a loro, diventano un inaspettato spettacolo dove “lui”, “lei” e il “cattivo”, proprie della sceneggiata, si trasformano in una brillante e comica commedia dell’arte.

 

COLLETTIVO POETICO

Al CRA in via Eleonora Duse

Venerdì 8 novembre – venerdì 6 dicembre, ore 21 (ingresso gratuito. E’ necessario prenotarsi, posti limitati).

 

“Collettivo poetico” è uno spettacolo in cui il testo viene scritto e rappresentato in scena da pazienti ospiti del CRA e pubblico. L’incipit per le poesie è dato da micro episodi biografici dei pazienti. Queste storie minimali generano domande potenti. Provare a rispondere significa calarsi nelle zone profonde e significative del nostro essere. Del nostro esserci. Per questo da questi spettacoli si esce trasformati. Qui l’angoscia, la potenza della malattia diventa uno strumento per riconoscere e riconoscersi come persone portatori di senso, di etiche, di speranze. Il tutto senza strappi, senza tragedie, senza pugni nello stomaco, ma attraverso il pudore, l’armonia, il canto della poesia. Si tratta di rimanere sulla superficie dell’acqua per accedere a fondali adamantini. Si tratta di alzare gli occhi al cielo e vedere nuvole calme.

 

LA SUORA

Spettacoli al teatro del carcere di Vigevano

Venerdì 13 dicembre – venerdì 17 gennaio 2020, ore 20 (ingresso gratuito. E’ necessario inviare documento di identità almeno 10 giorni prima della data dello spettacolo)

 

Il progetto “Educarsi alla Libertà” è diventato un caso di rilevanza nazionale non solo per la straordinarietà dei prodotti artistici realizzati e rappresentati in teatri di rilevanza nazionale, ma soprattutto per le ricadute sociali e giuridiche che ha generato. Queste prerogative hanno reso il progetto un modello pilota nazionale nell’ambito delle azioni di recupero dei detenuti.

“La Suora” racconta la tragicomica storia di una detenuta che decide di provare a prendere “i voti” in carcere. La sua decisione in primo momento genera ilarità tra le compagne, ma essa finisce con il rompere le regole non scritte del sistema carceraria generando conflitti irriducibili. Ma che lasciano un segno utopico. Gettano un seme per il cambiamento.

L’INIZIO E LA FINE DELL’IO

Sala Ridotto Teatro Cagnoni.

Venerdì 18 ottobre- venerdì 28 novembre, ore 21 (Ingresso 10 euro)

 

Lo spettacolo è interpretato da 11 attori della Coop. Teatroincontro.  Tutte persone che probabilmente nella loro vita non avevano messo in conto di diventare attori. Poi l’incontro con il teatro partecipato praticato nell’ormai trentennale corso di recitazione, li ha motivati a continuare e alcuni di loro sono diventati dei professionisti che esercitano il mestiere sul territorio cittadino e nazionale.

L’inizio e la fine dell’Io racconta per fotogrammi situazioni paradossali, assurdi, dove la necessità di imporre la propria visione finisce per azzerare l’incontro con l’altro. Che diventa un ostacolo, un nemico, un’incognita. I personaggi della piece ignorano l’assioma di Freud che recita “l’Io non è padrone a casa sua”. Ignorarlo significa abdicare all’inevitabile amore che si prova verso le persone amate.

 

COME POSSO RITROVARMI SE NON SONO DISPOSTO A PERDERMI?

Auditorium San Dionigi

Venerdì 4 ottobre, ore 20 (ingresso gratuito)

COSA RITROVO DOPO CHE MI SONO PERSO?

Auditorium San Dionigi

venerdì 11 ottobre, ore 20. (ingresso gratuito)

“Come posso ritrovarmi se non sono disposto a perdermi?” e “Cosa ritrovo dopo che mi sono perso?” sono due spettacoli interpretati dagli studenti della scuola media “Bussi” di Vigevano. E

E’ dal 1989 che lavoriamo in città con studenti di ogni ordine e grado. Gli studenti ci interessano perché sono il nostro futuro. Lo predicono. Ci interessano perché sono le persone più preparate alle novità che provengano dalla società. Sono anticipatori. Pertanto l’incontro con i giovani si basa su un scambio alla pari. Noi “educhiamo”, attraverso il teatro, alla collaborazione, a trasformare domande e riflessioni in comunicazione artistica. Loro ci educano a rinnovarci. Ad avere occhi, orecchie e lingue aperte verso il futuro.

 

ALTA SCUOLA DI TEATRO PARTECIPATO

In tempi in cui lo stare insieme delle persone è più connesso con l’esposizione di sè piuttosto che con la collaborazione, lavorare ad una impresa teatrale, costituisce una esperienza di gruppo incomparabile per lo sviluppo delle capacità a coordinarsi con gli altri tramite le proprie azioni e i propri discorsi, per orientarsi verso l’adesione dei contenuti di un gruppo e alle sue norme, uscendo dalla circolarità del discorso su di sè, tipico della nostra epoca.

PERCHE’ UNA SCUOLA DI TEATRO SOCIALE

Una scuola costituisce un’istituzione. Un’Istituzione trasforma in norma consuetudini e prassi consolidate in una società e getta le basi perché le azioni messe in essere possano continuare nel futuro a prescindere dall’apporto delle singole persone. Le sue radici sono pertanto nel passato di una collettività e concorre a renderla stabile nel futuro. Una Scuola di Teatro Partecipato pertanto rende stabile e proietta nel futuro un’attività, il teatro sociale, che ha caratterizzato e che caratterizza la vita culturale della città. Una scuola di teatro sociale è un investimento per il futuro culturale e sociale della città di Vigevano.

GLI OBIETTIVI DELLA SCUOLA

Gli obiettivi che con la realizzazione della scuola di teatro sociale si intendono perseguire sono i seguenti:

1)     Formare giovani della città e non, ammessi alla scuola, all’acquisizione dei metodi propri del teatro partecipato.

2)     Far sperimentare agli ammessi alla scuola i metodi appresi attraverso stage nei vari contesti cittadini dove si pratica e si è praticato teatro partecipato (Carceri, scuole di ogni ordine e grado, associazioni, comunità di recupero e di accoglienza, centri per anziani, centri per diversamente abili, centri per malati psichiatrici).

3)     Dar vita ad una rete cittadina che permetta ai soggetti elencati nel punto 2 di elaborare un progetto comune e condiviso.

4)     Realizzare prodotti teatrali che permettano a parti sempre maggiori della città di prendere coscienza di questa singolare forma d’arte propria del territorio vigevanese e di usufruirne in modo attivo.

5)     Essere un punto di riferimento cittadino e nazionale per Università, Centri di Formazione, docenti, medici e assistenti sociali interessati ad approfondire le pratiche di azione partecipate.

AMMISSIONE ALLA SCUOLA.

La scuola è limitata ad un numero massimo di 10 persone. 8 in età compresa tra i 17 e i 25 anni. La scuola è gratuita. L’ammissione è avviene tramite concorso. Pertanto l’accesso alla scuola è su base meritocratica.

I richiedenti saranno valutati attraverso prove pratiche attitudinali, colloqui con una commissione qualificata e attraverso i loro curriculum in cui si valuterà il loro percorso scolastico, le conoscenze linguistiche, musicali, pittoriche e le esperienze di volontariato e di lavori svolti in gruppo svolti. Per ogni prova sarà assegnato un punteggio. La graduatoria sarà resa pubblica alla fine delle prove.

Sono previste per i giovani ammessi delle borse di studio.

LA PEDAGOGIA DEL TEATRO PARTECIPATO.

L’artista che pratica teatro partecipato ha una formazione molto simile a quella degli intellettuali del Rinascimento. Ossia il suo universo di conoscenza spazia dalle materie umanistiche a quelle scientifiche e applicative.  Inoltre la sua formazione avviene per lo più in bottega a contatto con i maestri.

Pertanto per fornire ai partecipanti una formazione simile a quella descritta si attiveranno due azioni pedagogiche: teoriche e pratiche.

MATERIE TEORICHE

1)     Si insegneranno discipline proprie dell’arte teatrale: recitazione, drammaturgia, regia, musica, danza, illuminotecnica, gestione del palcoscenico.

2)     Si insegneranno discipline umanistiche: letteratura italiana e comparata, elementi di psicologia, sociologia, antropologia, filosofia.

3)     Discipline scientifiche: Logica, storia della matematica.

4)     Discipline della comunicazione: Grafica, pubblicità (social, televisiva, cartacea)

MATERIE PRATICHE:

1)     Produzioni e realizzazioni di spettacoli teatrali.

2)     Stage presso istituzioni cittadine.

3)     Ricerca bandi e scrittura di progetti.

4)     Sviluppo e realizzazione progetti sui social.

ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA

Calendario

La scuola di teatro sociale è di due anni. L’anno scolastico inizierà nel mese di gennaio del 2020 e terminerà nel mese di giugno. La scuola sarà così strutturata.

a)      Una settimana al mese (dal lunedì al venerdì) dalle ore 17 alle 19,30 lezioni frontali in classe.

b)     Tutti gli studenti parteciperanno ad un corso di recitazione di base in programma il lunedì sera dalle 20 alle 22.

c)      Gli studenti saranno divisi in gruppi e in gruppo parteciperanno ai vari laboratori che si svolgeranno nella Casa Circondariale di Vigevano, al CRA e al De Rodolfi. L’impegno sarà di due ore a settimana.

Prove:

A fine corso si prevedono prove di gruppo (realizzazione spettacoli teatrali, scrittura di progetti per produzione spettacoli) e singole (una tesina su argomento a scelta tra le materie insegnate, preparazione di un breve monologo).

Titolo di studio:

Alla fine dei due anni di percorso agli studenti sarà rilasciato un attestato di frequentazione della scuola.

L’ORGANIGRAMMA.

La scuola prevede docenti di teatro, di discipline umanistiche e scientifiche, docenti di progettazione sociale.