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LA VEDOVA SOCRATE

L’ingresso al Teatro da parte degli utenti deve avvenire esclusivamente con mascherina protettiva, che copra naso e bocca e che dovrà essere tenuta durante tutta la permanenza nei locali del Teatro.
ph Lorenzo Piano

ph Lorenzo Piano

Quando: dal 22/10/2020 al 23/10/2020

Dove: Vigevano

Contatto: Teatro Cagnoni - 0381 82242 - cagnoni@comune.vigevano.pv.it

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Giovedì 22 e Venerdì 23 ottobre 2020 - Ore 21.00

 

 

 

 

Centro Teatrale Bresciano

presenta

LA VEDOVA SOCRATE

con Lella Costa

di Franca Valeri

Liberamente tratto dall’Opera LA MORTE DI SOCRATE di Friedrich Dürrenmatt

Per gentile concessione di Diogenes Verlag AG

regia di Stefania Bonfadelli

Produzione Centro Teatrale Bresciano
Progetto a cura di MISMAONDA

 

 

 

Franca Valeri, grande matriarca del teatro italiano, prima di compiere 100 anni il 31 luglio 2020 aveva chiesto a Lella Costa di raccogliere il suo testimone e interpretare  Santippe, la protagonista della commedia  'La vedova Socrate', testo da lei scritto nel 2003. Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Antico di Siracusa ed ha intrapreso un tour estivo durante il quale purtroppo Franca Valeri ci ha lasciato. La sua "vedova", come lei voleva, continua a vivere, raccogliendo il commosso tributo delle molte platee dei teatri in cui fa tappa.  Il testo è un concentrato di ironia corrosiva e analisi sociale, rivendicazione disincantata e narrazione caustica. Liberamente ispirato a 'La morte di Socrate' dello scrittore svizzero Friedrich Durrenmatt, nato a seguito dell'intuizione di Giuseppe Patroni Griffi che glielo suggerì, è ambientato nella bottega di antiquariato ed oggettistica di Santippe, la moglie del filosofo tramandata dagli storici come una delle donne più insopportabili dell'antichità. “Patroni Griffi ha letto il testo di Durenmatt e mi ha detto se ne potevo trarre qualcosa. Mi incuriosiva l' idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica -spiega Franca Valeri - Io ne faccio una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna intelligente che del marito vede anche tanti difetti. Nel testo di Durenmatt c'è poco di Santippe. Per questo, per conoscerla meglio, ho preso delle informazioni su Socrate e ho letto i ‘Dialoghi’ di Platone. Mi sono fatta l’idea di una donna forte che ha vissuto accanto a un uomo per noi straordinario ma che per lei era semplicemente un marito e per giunta noioso”. Nello spettacolo si sfoga per tutto quello che le hanno fatto passare gli amici di Socrate come Aristofane e Alcibiade, una masnada di buoni a nulla a cominciare da Platone, il principale bersaglio polemico dello spettacolo. Lei non sopporta che abbia usurpato le idee del consorte anche se fu molto fedele nel riportarle. E così lo degrada a un semplice copista e si mette in testa di chiedergli pure i diritti d'autore. Anzi alla fine pensa di poter scrivere lei un dialogo: protagoniste però sarebbero le donne. Ed è infatti soprattutto alle donne che parla: neanche la vedovanza le toglie il diritto di emanare un giudizio onesto sul comportamento dei mariti, degli uomini in generale e anche di quelle donne che ingannano l'altro sesso. Non serve, dice, indagare sulla vera natura del proprio uomo, basta accettarlo cosi com'è da vivo e da morto; d'altronde, “la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe”.

 

Note di Regia:

“La vedova Socrate è un capolavoro di scrittura come tutte le opere di Franca Valeri. Essendo un teatro di parola e perdipiù di parola perfetta, centellinata in maniera chirurgica, fatta di ritmo, pause, cadenze come una vera partitura musicale, il lavoro di regia deve essere leggero per accompagnare l' interprete in modo non invasivo ma di sostegno come si accompagna un musicista in un assolo. Ho immaginato uno spazio scenico ( che a Siracusa sarà presentato in maniera ridotta per motivi noti legati all' emergenza sanitaria) che ci immerga nella bottega di antiquariato di Santippe come previsto drammaturgicamente. Un luogo pieno di statue, statuette e ninnoli chiusi in bauli che la vedova deve vendere per vivere. Mi piaceva l' idea di far entrare in scena Santippe come se tornasse dal funerale del marito, accompagnata da un inno delfico, il secondo per la precisione quello dedicato ad Apollo, con la maschera funebre di Socrate, per suggellare l' appartenenza a un nuovo status sociale a cui una donna, secondo le parole di Franca Valeri, non rinuncerebbe mai, ossia a quello della vedovanza.Cosi dall' incipit " morto che meglio non poteva" si dipana,tra un epitaffio di Sicilo e un inno a Nemesis, il racconto ironico, comico e tagliente di Santippe al pubblico, stigma caro al teatro della commedia dell' arte e a quello della nostra autrice, che alla fine non ci chiede un giudizio storico nè una rivendicazione sulla figura del filosofo e nemmeno di quella di sua moglie ma uno sguardo ironico, sulla " maschera" e sul " topos" che Santippe rappresenta.”

Stefania Bonfadelli

 

 

 

BIGLIETTI:

in vendita da sabato 17 ottobre 2020

Posto Unico Intero €. 29.00 comprensivo dei d.p.

Posto Unico Ridotto €. 25.00 comprensivo dei d.p.

 

ORGANIZZATORE COMUNE DI VIGEVANO

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