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Giornata della Memoria per la Scuola Primaria con Anna Lavatelli

Organizzato dalla Biblioteca ragazzi Gianni Cordone con l' intervento dell'Istituto musicale Costa
copertina libro il violino di Aushwitz

copertina libro il violino di Aushwitz

Progetto Il violino Della Shoah

A partire dalla vera storia del “violino della Shoah” La Biblioteca dei ragazzi Gianni Cordone, nel proporre la propria collaborazione alla Scuola Primaria anche relativamente alla tematica della Shoah, ripropone un progetto rivolto alla Scuola primaria, quest’anno volto alle classi quinte e con la collaborazione della Piccola Orchestra dell’Istituto Musicale “Costa”.

La casa editrice Interlinea possiede una collana di libri per ragazzi “Le rane” da sempre impegnata nell’educazione dei più piccoli attraverso la lettura.
A gennaio 2018, in occasione della Giornata della Memoria, ha pubblicato “Il violino di Auschwitz” di Anna Lavatelli, un libro originale e coinvolgente. I fatti, realmente accaduti, sono stati sapientemente rielaborati dalla penna di
Anna Lavatelli e dai colori di Cinzia Ghigliano per renderli adatti ai giovani
lettori.
Per non dimenticare Eva Maria e la sua storia che, seppur tragica, lancia nel finale un importantissimo messaggio di speranza, proponiamo ai bambini un incontro di Presentazione-lettura con l’autrice Anna Lavatelli.
L’autrice durante la presentazione legge e commenta, chiedendo la
collaborazione dei ragazzi, alcuni brani tratti dal libro e propone
approfondimenti storici ed etici sul tema della deportazione ebrea in Italia.
Al termine di ogni incontro si terrà un intervento musicale a cura della Piccola
orchestra del “Costa” a significare quanto la musica sia in grado di toccarci
nel profondo e dare motivazione al nostro vivere quotidiano.
Gli incontri si terranno presso la sede della Biblioteca dei ragazzi Gianni Cordone nella mattinata di martedì 29 gennaio 2019 e vedranno coinvolte le classi quinte della Scuola Primaria Don Milani, della Scuola Primaria Regina Margherita e della Scuola primaria Ada Negri mentre lo scorso anno avevano partecipato le classi 4 e 5 della Scuola Primaria Vidari. Ogni bambino partecipante riceverà in dono dalla Biblioteca una copia del libro.
L’AUTRICE, PREMIO ANDERSEN 2005
Anna Lavatelli è una delle più note scrittrici per l’infanzia. Ha vinto molti premi, tra i quali quello del Battello a Vapore nel 1993 e il premio Andersen-Baia delle Favole nel 2005 come migliore autriceitaliana con Bimbambel (Interlinea). Con Interlinea ha anche pubblicato Il giallo del sorriso scomparso, Chi ha incendiato la biblioteca?, I racconti dei re magi, Filastrane, storie di rane (con Emanuele Luzzati), È Natale Bimbambel, Una gamba dispettosa, Maso Ciucciamaso e La gallina che non sapeva fare le uova.
L’ILLUSTRATRICE, PREMIO ANDERSEN 2016
Cinzia Ghigliano, una delle poche disegnatrici italiane di fumetti, ha iniziato su “Linus” occupandosi poi di divulgazione
scientifica e di illustrazione per l’infanzia con i maggiori editori. Per “Le rane” di Interlinea ha illustrato La torta di Mino Milani, Le scarpe della Befana di Anna Genni Miliotti, La scuola dei Babbi Natale di Guido Sgardoli, La palla di Lela di Roberto Piumini e Mangia, Matilde! di Anna Vivarelli e Guido Quarzo. Premio Andersen 2016 per Lei. Vivian Maier (Orecchio Acerbo).

IL “VIOLINO DELLA SHOAH” La storia del Violino tornato da Auschwitz
scoperta e ricostruita dall’ing. Carlo Alberto Carutti Il “violino della Shoah” è un violino che ha vissuto il dramma di Auschwitz: la sua storia, legata alle persone che l’hanno posseduto, è stata ricostruita grazie a Carlo Alberto Carutti, ingegnere milanese appassionato di arte e collezionista di strumenti a corda, che nel 2014 scova un pregiato violino
Collin-Mézin presso un antiquario di Torino.
Subito si accorge che è un violino molto particolare: ha una stella di Davide incisa sul retro della cassa ed all’interno c’è un cartiglio con delle note musicali, una scritta in tedesco e il numero 168007, che scopre essere stato il
numero di matricola ad Auchwitz di Enzo Levy Segre.
Piano piano riesce a ricostruire tutta la storia: la famiglia di Enzo fu costretta, a causa delle leggi razziali, a fuggire da Torino per rifugiarsi nella Villa Truffini di Tradate, dove vennero ospitati dagli Sternfeld e dove attendevano
l’occasione di fuggire in Svizzera. Qui però, il 12 novembre 1943, Enzo, la sorella Eva Maria e la mamma Egle furono arrestati dai tedeschi, mentre il padre Edgardo si salvò. Eva Maria decise di non abbandonare il suo amato violino e lo portò con sé. I tre vennero portati a San Vittore, dove rimasero fino al 6 dicembre 1943, quando vennero deportati al campo di concentramento di Auschwitz.
Solo i due fratelli superarono la selezione, ma furono costretti a separarsi. Eva Maria, proprio grazie al suo violino, fu portata a Birkenau, dove entrò a far parte di un’orchestra femminile diretta dalla famosa violinista Alma Rosé.
Enzo, invece, fu destinato a Monowitz dove lavorò per un’azienda produttrice di gomma sintetica. Eva Maria perse la vita nel campo di sterminio, probabilmente nella seconda metà del 1944, mentre Enzo riuscì a salvarsi e, soprattutto, a recuperare il violino della sorella. Tornato a Torino dopo la liberazione Enzo si tolse la vita, ma non prima di aver fatto restaurare il violino. Il grande liutaio a cui si rivolse ne ricompose la tavola armonica sventrata, aggiunse sul fondo la stella di Davide a losanghe di madreperla e applicò un cartiglio con 6 misure di una frase musicale accompagnata dal motto “Der Musik Macht Frei” (La musica rende liberi). Il violino è oggi conservato al Museo civico Ala Ponzone di Cremona, nella Sala della musica, parte della collezione di strumenti storici di Carlo Alberto Carutti.
Il violino poi, sempre grazie alla tenacia e all’interessamento dell’ing. Carutti, è stato protagonista di diversi eventi e commemorazioni per la Giornata della Memoria come testimone della Shoah, e nel 2017 è tornato a suonare anche
a Birkenau, simbolica rivincita del potere della musica contro l’ingiustizia e la sopraffazione.
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