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“La deliziosa Manuela Arcuri è la protagonista di questa moderna trasposizione di “Cenerentola".
Una piacevole commedia rosa che regalerà agli spettatori, meravigliose sensazioni”.
Il nome perfetto per lei sarebbe Cenerentola, ma il padre l’ha voluta chiamare Principessa. Rimasta orfana, si è allontanata dal paesello e si è trasferita in città, credendo di potersi costruire una carriera nel cinema.
Si è resa conto ben presto che i compromessi che le venivano proposti dai fotografi, agenti, registi, produttori (o sedicenti tali) – della serie: “Se sarai carina con me…” – non solo erano inutili, ma addirittura insopportabili per la sua natura essenzialmente schietta.
Principessa ha accettato da prima impieghi umili – di lavapiatti e cameriera – poi, per il bisogno di soldi - si è messa a battere le strade di Montecarlo. Del resto, sulla strada, scambi e rapporti sono – si – anche brutali – ma fondamentalmente chiari!.
Lui, è un giovane ricco – ma infelice. Nella vita si è sempre e solo lasciato guidare da due obiettivi dichiarati: fare carriera ed accumulare denaro – e da uno nascosto, ma ancora più bruciante: vendicarsi del proprio padre, dal quale si è sempre ritenuto poco amato.
In effetti, Senior, anche se non in maniera del tutto conscia, ha sempre considerato Giulio responsabile della morte di parto della madre, che Senior non ha mai smesso di amare.
La nostra storia (o, se volete: fiaba) inizia con Giulio a un passo dal raggiungere tutti i proprio obiettivi. Una multinazionale incarica Giulio dell’acquisto (da effettuarsi senza troppa pubblicità) di una società farmaceutica già addentro alle sperimentazioni genetiche. Se gli obiettivi dichiarati sono quelli di trovare cure ad alcuni gravi malattie, quelli reconditi (e neanche troppo) sono di creare nuovi virus e batteri per un’eventuale guerra batteriologica.
Senior, il padre di Giulio, possiede proprio un’impresa di questo tipo, ma si è sempre opposto a qualsiasi cessione di quote proprio per evitare di legare il suo nome e il suo lavoro alle folli idee di sterminio dei Signori della Guerra. Tra difficoltà fiscali e finanziarie di ogni tipo.
Giulio sa che, se riuscirà a concludere l’affare per i suoi datori di lavoro, gli verrà offerta una compartecipazione societaria, e il posto di presidente dell’azienda. E quindi: soldi, carriera, e vendetta.
Questa la situazione di partenza. Da qui, la commedia seguirà lo svolgimento del gioco di potere appena delineato e che verrà complicato, con risultati inaspettati, dal gioco degli affetti; dagli interventi di un maggiordomo (Egidio) che è molto probabilmente un angelo; agli inganni di Milady, fidanzata di Giulio, gelida e corrotta; dai consigli interessati di Edoardo (una sorte di Mefistofele); dalla dirittura morale ingenua di Senior, dai tradimenti di Michele (cugino di Giulio e braccio destro di Senior)…
Come in tutte le fiabe che si rispettino, dopo aver passato difficoltà e tribolazioni di ogni tipo, il male viene sconfitto, gli affetti familiari si ricompongono, e l’amore trionfa.
Francesco Bellomo & Antonia Brancati
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