Compagnia Teatro Nuovo

COPPELIA La fanciulla dagli occhi di smalto tra virtuosismo e virtuale

 

 

da un'idea di Gian Mesturino
consulenza musicale Michele Facciuto
con Marisa Milanese, Antonio Aguila, Simona Tartaglione, Marco Messina, Stefania Ricatti, Marika Carena, Anna Cadorin, Maela Boltri, Melissa Boltri, Valter Azevedo, Angelo Murdocco, Giuseppe Lazzara, Ronny Salvati, Emanuela Boldetti, Grazia Petti, Cristina Lo Sordo, Ilaria Lanzoni, Cinzia Bosco, Stefano Fossat, Diego Secci, Andrea Della Monica, e il Corpo di Ballo

 

 

 <   ATTO I - Un primo, gioioso momento

 


Libretto C. Nuitter, A. Saint-Leòn
Musica Leo Delibes
Coreografia Ramona e Niurka De Saa

Coppelia è una delle favole più amate dalla grande tradizione ballettistica, capace di sfumature "leggere", burlesche e sentimentali: nella piazza di un villaggio della Galizia, la giovane Swanilda giunge danzando davanti alla casa del dottor Coppelius, fabbricante di giocattoli, e cerca di attirare l'attenzione di Coppelia, come sempre seria e impassibile alla finestra, una strana fanciulla che gli abitanti del villaggio credono figlia del vecchio mago.
Di lei si è invaghito Franz, fidanzato di Swanilda, che lo vede appunto arrivare e lanciare un bacio verso la finestra. La ragazza, gelosa, scherza capricciosamente con Franz e danza con le amiche; tutti si uniscono poi, in una festosa czardas.
Una volta sgombra la piazza, Coppelius esce e si allontana. Swanilda e le amiche mosse da curiosità, entrano nella casa. Coppelius torna e trovata la porta aperta, si precipita dentro mentre anche Franz, credendo lontano il mago, si introduce nella casa attraverso una finestra

Ramona e Niurka De Saa

 

 <   ACT2THEMIRROR

 


Idea e progettazione Paolo Demitry, Federica Mastrangeli, Michele Pogliani<
Coreografia e costumi Federica Mastrangeli, Michele Pogliani
Musica Paolo Demitry

Nella realtà quotidiana della piccola cittadina della Galizia si apre una falla, un buco nero che attrae al suo interno tutti i personaggi per poi restituirli in una nuova veste. Questo viaggio nel tempo, metafora dell'introspezione nell'inconscio infantile, viene innescato da Franz; la sua entrata furtiva nella casa di Coppelius, infatti, ci introduce in un "universo parallelo", una sorta di quarta dimensione in cui lui stesso regredisce fino all'infanzia. Nel laboratorio del mago-scienziato, come in una "isola che non c'è" di Peter Pan, si materializza un mondo fantastico in cui è Coppelius a creare tutti gli intrattenimenti.
Coppelia, negli occhi del bambino Franz, si sdoppia incarnando ora l'aspetto femminile quotidiano e rassicurante (Swanilda), ora quello proibito e ludico (la bambola); Coppelia e Swanilda si troveranno allora dinnanzi ad uno specchio, l'una riflesso dell'altra. Tutta la struttura di questa nuova versione del 2° atto, del resto, è speculare: l'inizio è il riflesso della fine.
La dualità del tema femminile è già presente nel racconto di Hoffmann "L'uomo della sabbia", a cui il balletto è ispirato, ma l'atmosfera gotica tipica dei racconti neri di fine '800, si trasforma nella versione in un più sofisticato e ottimistico omaggio agli anni '60 di BlakeEdwardiana memoria.

Paolo Demitry, Federica Mastrangeli, Michele Pogliani

 

 <   ATTO III - La grande festa

 


Libretto Charles Nuitter, Arthur Saint-Lèon
Musica Leo Delibes
Coreografia Ramona e Niurka De Saa
A cura di N. De Saa, M.E. Fernandez

Franz e Swanilda si allontanano dalla casa felicemente riuniti, mentre Coppelius abbraccia tristemente il suo freddo manichino, chiara sconfitta del suo sogno di creare la vita.
L'azione ha nuovamente luogo in piena atmosfera da villaggio galiziano, regione di confine dell'immaginario collettivo, dove si gioca con il folklore delle varie etnie centroeuropee e soprattutto con la gioia di danzare in senso assoluto.
Nella piazza del paese si festeggiano le nozze dei due giovani con una vivacissima festa danzante.
Il festoso finale, insieme alla danza di carattere e ai passi accademici, sono garanzia eterna di civiltà ballettistica.

Ramona e Niurka De Saa

 

 <   Coppelia, le sue anime Il trionfo dell'amore

 


Nel 1870, la truce storia del mago Coppelius era stata presa a pretesto per un balletto pieno di grazia romantica non priva di qualche spunto grottesco. Il Balletto è uno dei grandi classici dell'ottocento, si chiama Coppelia ed è stato rappresentato per la prima volta all'Opera di Parigi.
Gli autori e gli interpreti del balletto ebbero sorte infelice, sopravvisse solo l'autore del libretto e il musicista Leo Delibes , delicato e intelligente compositore, che continuò a lavorare per il Teatro fino al 1890.
Questo balletto è sopravvissuto, nel tempo, grazie alla bella musica di Delibes, compositore versatile e perfettamente inserito nella cultura del Secondo Impero e dell'epoca brillante che ne seguì la caduta.
Delibes è considerato il primo compositore importante che abbia servito la danza, in anticipo cinque anni dunque su Ciajkovskij, il cui Lago dei cigni è databile 1875, anche se la vera "prima"avvenne vent'anni dopo.
La partitura di Coppelia non può essere parificata al Lago o allo Schiaccianoci, ma è amabile e brillante, equilibrata e civile: il lato popolaresco, con valzer, mazurche e czards.
Coppelia ovvero la ragazza dagli occhi di smalto è così bella da far perdere un po' la testa a Franz, un giovanotto che è fidanzato con Swanilda : tutti e due sono curiosi di sapere qualcosa di più della bella Coppelia: che cosa possono fare se non entrare separatamente l'uno dall'altra, in casa del burbero giocattolaio.
Accortasi della verità, Swanilda si mette al posto della bambola, mentre Franz viene acchiappato da Coppelius che vorrebbe prendergli la forza vitale che serve, secondo lui , a dar vita autonoma.
Ed ecco lo scherzo: Swanilda- Coppelia fa credere al vecchio di essere diventata una bambola viva , poi naturalmente si rivela e fugge.
Fallimento totale per lo scienziato che si dispera ma poi benedice le nozze.
Una commedia all'italiana, col vecchio gabbato, il ragazzo ingenuo ma onesto. Il vero titolo potrebbe allora essere Coppelia, ovvero il trionfo dell'amore.

 

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