Denominazione Giuridica:    Civico Teatro Antonio Cagnoni di Vigevano

Inaugurazione: 11 ottobre 1873
Anno ultima ristrutturazione: 1994
Proprietà: Comune di Vigevano

Presidente del Cda dell'Istituzione "Cultura-Città di Vigevano":    Dott. Antonio PRATI

 

Direttore dell'Istituzione:    Dott. Michele FRATINO

 

Direttore Amministrativo:    Emilio ORNATI

 

Consulente artistico:    Fiorenzo GRASSI

 

Direttore Organizzativo:    Tina BERTONI

 

Amministrazione:    Nadia PIZZOLITTO - Elena ANDREONE

 

Responsabile di Palcoscenico:    Francesco CALANDRA

 

Responsabile di Sala:    Salvatore RIFICI

 

Aiuto Palcoscenico:    Giacomo SPACCAFERRO

 

Biglietteria:    Silvia FRANCHINI - Tiziana ZORZATO

 



INTERNO DEL TEATRO


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CENNI STORICI

Ha ormai 128 anni questo glorioso complesso teatrale, che si può definire un monumento allo spettacolo, per l'intensità e valore di rappresentazioni che hanno lasciato segni evidenti in tutti questi anni, dalla prima rappresentazione avvenuta per l'occasione con l'opera "Un ballo in maschera" nel 1873, e dopo l'inaugurazione avvenuta nel 1994 con l'operetta "Cin Ci Là" dopo la ristrutturazione del primo lotto, dopo anni di chiusura.
Già nella prima metà dell'ottocento a Vigevano esisteva un teatro il "Galimberti" poi "Colli Tibaldi", di proprietà del Sig. Galimberti milanese, che insieme al Sig.Radice di Cantù, nel 1810 aveva acquistato per il prezzo di L.33 l'antico convento delle Clarisse, il convento venne poi in parte trasformato dallo stesso Galimberi in teatro. Con il passare degli anni ed il costante accrescersi della popolazione , i vigevanesi sentivano sempre più forte il desiderio di avere un locale più dignitoso e meglio rispondente alle esigenze dei tempi ed ai progressi compiuti dall'arte teatrale.
Dell'opera avrebbe dovuto farsi promotore il Comune stesso. Il Consiglio comunale nella seduta dell'11 giugno 1870 approvò le proposte della Commissione e decise che il costruendo locale si sarebbe chiamato "Teatro Municipale di Vigevano", con la condizione che la proprietà sarebbe stata della città, ad eccezione dei singoli palchi, la cui proprietà sarebbe andata ai rispettivi acquirenti. Contemporaneamente la Commissione si interessò alla progettazione dell'opera, e affidò l'incarico della stesura del progetto all'architetto Scala, esperto progettista di teatri.
Intanto si era provveduto a completare l'acquisto del terreno, fu adottato definitivamente il progetto Scala in seduta del 4 marzo 1871, fu così possibile pubblicare in data 25 aprile il capitolato d'appalto dei lavori di costruzione.
Man mano che l'edificio s'innalzava ed assumeva un aspetto davvero imponente in relazione ai tempi, ci si rese però conto che le spese si stavano dilatando parecchio oltre il previsto.
Si riconobbe essere necessaria una maggiore somma di 69.800 lire. Il 13 settembre la Commissione prese in esame la "situazione della cassa sociale" che secondo i conteggi sarebbero accorsi ancora per completare l'intera opera qualcosa come 105.533,92 lire. I palchettisti , da parte loro, decisero di offrire altri due decimi (circa 40 mila lire in totale)delle quote da ciascuno sottoscritta, a condizione che per il resto vi provvedesse il Municipio, proprietario, e a condizione che il Teatro fosse aperto per l'ottobre 1873,ricorrenza della festa Patronale di Vigevano.
Verso la fine di settembre tutto fu pronto ed ai palchettisti vennero consegnate le chiavi dei rispettivi palchi. La sera di sabato,11ottobre 1873, il nuovo Teatro Municipale, che solo in seguito venne intitolato a "Cagnoni", fu solennemente inaugurato con la rappresentazione dell'opera "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Domenico Cagnoni.
Fu una serata veramente eccezionale per la Vigevano di allora. Dire quanto il teatro venne a costare complessivamente non è possibile, l'importo superò, le 355 mila lire previste e la differenza fu pagata dal Municipio.
Per il funzionamento del teatro,l'11 settembre del 1873, una Commissione all'uopo nominata e composta da rappresentanti del Comune e dai palchettisti stese un dettagliato regolamento composto da ben 226 articoli, che riguardava, oltre all'attività teatrale, anche quella della caffetteria e del ridotto, nel quale si svolgevano feste da ballo , conferenze e riunioni.
L'attività del Teatro fu subito assai intensa e richiamò numeroso pubblico alle varie rappresentazioni che vennero allestite sul palcoscenico, negli anni successivi, e così per lungo tempo, il teatro ospitò regolarmente due stagioni operistiche di notevole rilievo nei periodi di carnevale e d'autunno, in occasione della festa patronale del Beato Matteo, e non mancarono rappresentazioni di prosa di successo strepitoso. Da sottolineare che nell'ottobre 1875 vennero allestite due opere del cittadino vigevanese d'adozione Antonio Cagnoni: il Papà Martin e il Don Bucefalo.
Un fatto importantissimo: quello relativo alla denominazione del Teatro municipale,ciò avvenne il 1° maggio 1896, un giorno dopo la morte del maestro Antonio Cagnoni, in quella sera, durante la seduta del Consiglio comunale, l'illustre musicista fu commemorato, e subito dopo fu deciso di dedicargli il teatro.
Il "Cagnoni" fu sempre gestito da una Direzione Teatrale nominata dal Comune e dall'assemblea dei palchettisti. Tali attività dovettero essere in parte finanziate dal Comune.
Il teatro, nei primi cinquant'anni di vita, alternò momenti di fulgore ad altri meno felici a causa delle forti spese necessarie per allestire gli spettacoli tradizionali e soprattutto quelli lirici di ottobre. La capienza del locale, infatti, non permise mai di compensare le somme spese, e la dote assegnata annualmente dal Comune e dai palchettisti non fu sempre sufficiente per portare i bilanci a pareggio, nonostante il pubblico vigevanese amasse l'opera, tanto da essere ritenuto per lungo tempo uno dei più competenti ed anche uno dei più temuti dai cantanti.
Intanto, sempre per introitare denaro e consentire la copertura delle spese necessarie per allestire le tradizionali stagioni liriche, venne deciso di sistemare ed affittare il ridotto del teatro. Questo locale, utilizzato nei primi tempi per organizzare feste da ballo, conferenze e ricevimenti, fu lasciato languire ed ospitò successivamente la sede dell'Istituto Musicale "Luigi Costa". Ma poco dopo date le fatiscenti condizioni venne scelta altra sede più adatta per il "Costa", e per iniziativa del Podestà venne deciso di mettere in ordine il ridotto e cederlo in locazione per tre anni, (per un canone annuo iniziale di 8 mila lire), al circolo privato "Unione" del quale potevano far parte tutti i palchettisti .
L' "Unione" fu uno dei più eleganti e signorili circoli cittadini, gli subentrò in seguito il "Circolo del Littorio", sciolto alla caduta del fascismo.
Dopo la seconda guerra mondiale il "Costa" ritornò nei locali del ridotto del "Cagnoni".
Si cercò in vari modi di ovviare all'inconveniente del disavanzo del bilancio finanziario , e si giunse alla determinazione di concedere ad un privato la gestione del teatro, riservandosi la Direzione comunale la facoltà di organizzare per proprio conto spettacoli culturali e lirici di maggior impegno finanziario.
Il progetto venne concretizzato nel maggio del 1926 dalla Direzione presieduta dal Podestà nobile avv. Geppe Scotti, la quale stipulò una convenzione con l'impresa Ribout, e via via fino ai tempi più vicini il signor Claudio Savone dal 1947 all'85, durante questa gestione il locale venne utilizzato anche come cinematografo.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEI LAVORI DI COMPLETAMENTO DEL RESTAURO E DELLA RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL TEATRO A. CAGNONI DI VIGEVANO.

«La progettazione generale del restauro e della rifunzionalizzazione del TEATRO CAGNONI in VIGEVANO inizia con una campagna di rilievi e ridisegno nel 1987 allorché l'Amministrazione Comunale si determina alla riapertura dello storico teatro chiuso per scadimento della regolamentarità e fatiscenza generale.
Affidato l'incarico al sottoscritto si giunge, superate tutte le fasi di trattazione politica ed amministrativa, al 1992 allorché iniziano le gare di appalto.
Nel 1993 si apre il cantiere e nell'ottobre del 1994, conclusa la prima parte dei lavori, il TEATRO A.CAGNONI riapre i battenti ed il sipario, iniziando un'intensa quanto ininterrotta attività ad ampio raggio culturale: musica, prosa, satira, operetta, convegni, mimo, danza cerimonie ed ogni altra prestazione teatrale di raccordo fra il mondo della scuola e quello dello spettacolo. La frequentazione del pubblico è altamente soddisfacente e gratifica ogni sforzo compiuto.
Il progetto che si va ad illustrare rappresenta, nella sua realizzazione, il completamento del restauro e del riuso totale degli spazi e degli ambienti sinora lasciati al cosiddetto "2° lotto lavori", avendo l'Amministrazione Comunale ottenuto il contributo regionale FRISL per i 9/10 della spesa prevista ed avendo recentemente riscosso il contributo SACT/BNL già assegnato per le opere del 1° lotto, nel frattempo già pagate.»

Arch. CARCANO

Descrizione dettagliata degli interventi

 

INDIRIZZI E RIFERIMENTI

Direzione e Ingresso Artisti:   via Guido da Vigevano, 2 - Vigevano
Biglietteria e Ingresso del Pubblico:   c.so Vittorio Emanuele II, 45 - Vigevano

Biglietteria:   Tel. 0381.82242     Fax 0381.694185
Direzione:   Tel. 0381.82242

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