Ente Nazionale del Balletto
Balletto di Roma
presenta

Direzione Artistica: Franca Bartolomei - Cristina Bozzolini

DON CHISCIOTTE
Ovvero Storia del Cavaliere della Fantasia

(liberamente tratto dal romanzo omonimo di Cervantes)
Musica
Pyotr Ilyich Tchaikovsky
Coreografie e Soggetto
Milena Zullo
collaborazione al progetto drammaturgico
Silvia Poletti
Musiche
Marco Schiavoni - Antonio Vivaldi
Scene
Fabiana Yvonne Lugli - Stefano Silva
Costumi
Silvia Califano
disegno luci
Carlo Cerri

Andrè DE LA ROCHE e il corpo di ballo del Balletto di ROma


 

 

Don Chisciotte Ovvero Storia del Cavaliere della Fantasia
Liberamente tratto dal romanzo omonimo di Miguel de Cervantes

La lettura del romanzo di Cervantes mi ha resa consapevole della straordinarietà di un mito, quello di Don Chisciotte, che mai come oggi sento, necessità di essere nuovamente raccontato, per tutto ciò che sommariamente la nostra memoria collettiva costituisce, ma soprattutto per quanta profondità esso contenga, portavoce dunque di valori non così diffusi. Don Chisciotte non è semplicemente quel personaggio grottesco che la tradizione del balletto classico ci ha raccontato; egli è il Cavaliere della Fantasia, ed al termine della lettura tra i molti sorrisi, un uomo-bambino a 360°, un poeta del vivere. Simbolo per me dell'universo maschile, di un pensiero e di un agire che la virilità stenta a recuperare, seppure nocciolo di un frutto più o meno maturo. Don Chisciotte compare nelle pagine del romanzo già adulto, un uomo a metà del percorso; egli è imbevuto di racconti cavallereschi e folgorato dall'idea di vivere e percorrere il mondo galoppando su quei valori, per celebrarli, per celebrarsi, ma ancor più per celebrare Dulcinea, dama tra le dame, costruzione ideale di una femminilità da proteggere ed innalzare. I grandi valori del mondo cavalleresco vengono a contatto con la realtà degenerata del tempo in cui egli vive e le tinte assumono i colori della fragilità umana. Il racconto del mito è un racconto orizzontale, è un viaggio di fantasia; non cresce Don Chisciotte, non diviene, egli è già! Unicamente veste la realtà con i suoi panni e con la forza del suo pensiero immaginifico la trasforma. Sancio, uomo semplice e concreto più di ogni altro è reale e, nella concretezza del suo agire, abbracciando quel mondo di fantasie e di aneliti, finisce per essere l'alter ego del nostro Cavaliere. Forte nell'opera di Cervantes il contrasto tra la prima e la seconda parte. Un contrasto che non è mai di Don Chisciotte ma della realtà che non si piega e che ormai, conoscendo il personaggio, non si stupisce, non si ferma di fronte a cotanta forza immaginifica, anzi nel difendersi la deride. Il popolino mette al centro delle proprie risa il nostro cavaliere, si pente a tratti, lo coinvolge nel gioco popolare. Don Chisciotte, folle per gli altri, ebbro di fantasia, lo renderà sempre più umano, sempre meno maschera grottesca. Come egli cede gli altri gli corrono in soccorso, a loro modo, con superficialità, e Sancio, fra gli altri, volendolo "contento" finisce per fornirgli una finta Dulcinea… con tale gesto lo tradisce… così muore Don Chisciotte, si spegne di dolore… così si accende il mito: Don Chisciotte tra tutti Cavaliere della Fantasia.
Milena Zullo

Archetipo di una specialissima (e sempre più rara) Condizione umana e proprio per questo figura letteraria elevata a "mito", capace di attraversare epoche e culture ed icona esemplare da evocare alla bisogna, di uno stato dello spirito e della mente del tutto e meravigliosamente "a-normali", Don Chisciotte è anche una cultura del teatro di danza, che ha, come si sa, variamente abitato - in veste di protagonista assoluto o di amabile comprimario - fin dall'epoca di Noverre, passando dal calibrato capolavoro di Petipa, fino alle indagini e alle letture contemporanee di autori come John Neumeier e Birgit Cullberg.
Il coreografo che oggi si voglia confrontare con il favoloso Hidalgo di Cervantes, ha dunque dinanzi a sé la possibilità di indagare nei più reposti e metaforici significati poetici ed umani del capolavoro letterario e insieme l'affascinante opportunità di attingere e rileggere, contaminare e reinventare le varie tradizioni teatrali e coreografiche che da quello si sono variamente generate. La sfida è quella di riuscire a tirare le sue molte fila poetiche e insieme arricchire di una lettura personale nuova il repertorio coreografico "don chisciottesco".
E' ciò che si accinge a fare Milena Zullo, con il suo prossimo lavoro - primo a serata per la Compagnia del Balletto di Roma.
Al centro dello spettacolo intorno al Don Chisciotte, la volontà di recuperare quella speciale grazia dettata dall'ironia che attraversa tutta l'epopea: ironia intesa come filtro con il quale la coreografa "leggerà" le avventure del cavaliere, ma anche come chiave drammaturgica delle varie azioni, in cui si imbatte il protagonista. Il cavaliere della "fantasia", nella sua ostinata devozione alla verità dell'immaginazione ha infatti il dono poetico di attrarre a se e far gravitare (o meglio levita in una dimensione fantastica e immaginifica anche quanti egli si trova ad incontrare. Per un momento, infatti, gli Altri cedono al salutare potere della "follia" del ramingo cavaliere: tutti si lasciano irretire dalla dimensione creativa, spirituale, gioiosamente estranea nella quale si muove il cavaliere e imparano a distaccarsi, per una volta dalla dimensione gretta e consuetudinaria della realtà, spesso miserabile, per scoprire la dignità benefica dell'immaginazione e della spiritualità. Su queste linee di lavoro, cadenzate come tappe di un viaggio che insieme epica e metafora esistenziale, si muoverà così il Don Chisciotte di Milena Zullo, in una sorta di gioioso, brillante e divertito, auspicato ritorno della "fantasia (e della poesia), al potere", che è un omaggio affettuoso ad uno dei titoli più amati del repertorio del balletto mondiale.
Silvia Poletti


André De La Roche
Di origine corso-vietnamita e adozione americana, a soli 8 anni entra a far parte della Los Angeles Civic Light Opera nel cast di The King and I. Successivamente vince una borsa di studio triennale di danza classica all’American School of Dance di Los Angeles. A 18 anni è ballerino del musical How to succed in business e in molti altri spettacoli musicali della TV americana: Lola Falana Show – Diana Ross Show – Can Can – West Side Story – Ringo Star Special. Nel 1978 il grande maestro del Musical Bob Fosse lo scrittura come solista in Dancing. Da quel momento inizia una brillante carriera che lo porterà nei maggiori teatri di tutto il mondo ricevendo numerosi premi e riconoscimenti fino ad approdare alla televisione italiana dove sarà ospite, coreografo e ballerino di molti spettacoli di successo. Nel 1985 ha interpretato il film Joan Lui come ballerino protagonista. Vittoria Ottolenghi scrive su L’Espresso del 10 febbraio 1995 "… è uno dei migliori ballerini jazz del mondo" e gli dedica due special in Maratona d’Estate su Rai Uno nel 1988 e nel 1994.Numerose le produzioni di danza che lo vedono interprete e in molti casi coreografo: Wanga, Zingari, Andrè and Friends, Faust, Omaggio a Bèjart, Excelsior (per il San Carlo di Napoli). Tra i tanti premi e riconoscimenti: Premio Positano 86 (come miglior ballerino), Premio Agis 92, Premio Vignale Danza 93, Premio Bob Fosse 94 (come miglior coreografo televisivo), Premio Positano 95 (per l’alta professionalità), Premio Acqui Danza 96.

Milena Zullo
Interprete e coreografa fra le più apprezzate della danza contemporanea italiana. Tra i riconoscimenti, il primo premio al concorso coreografico internazionale di Parigi "Prix Volinine", con "Capriccio" su musiche di Paganini, e al "Infiorata d'oro" di Genzano, con "Due" sulle note di R. Strauss. Le sue creazioni sono nel repertorio delle più importanti compagnie italiane, quali Balletto di Toscana, Aterballetto, e Balletto di Roma. Significativo anche il suo impegno didattico: oltre all'attività nel Centro di formazione danza classica e contemporanea, da lei stessa diretto, ha compiuto altre esperienze importanti, come quella presso la Scuola di Ballo del teatro dell'Opera di Roma nel periodo tra il '97 e il '98.

Il Balletto di Roma - Ente Nazionale del Balletto
Il Balletto di Roma nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due protagonisti della danza italiana : Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di altri paesi del mondo, e l’étoile Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Oltre 150 balletti allestiti e portati in scena sia in Italia che all’estero, opere di valore storico accanto a coreografie di giovani autori internazionali (come Aurel Milloss, Robert North, Vittorio Biagi, Anton Dolin, Gino Landi, Nicolas Beriozoff, Giuseppe Carbone, Amedeo Amodio, Torao Suzuki, Evgenij Poliakov, Milena Zullo, Janet Smith, Luciano Cannito). Altrettanti gli ospiti d’eccezione in questi 40 anni di attività (tra cui: Giancarlo Vantaggio, Anna Razzi, Andrej Fedotov, Laura Contardi, Carmen Panader, Marco Pierin, Rudy Bryans, Tessa Beaumont, Monica Perego, Raffaele Paganini e André De La Roche).
Dalla stagione teatrale 2001 il Balletto di Roma è stato arricchito dall’esperienza professionale e artistica di due complessi che si sono uniti alla compagnia romana: l’associazione Mario Piazza, ma soprattutto il prestigioso Balletto di Toscana, fondato nel 1985 e diretto da Cristina Bozzolini, già prima ballerina stabile del Maggio Musicale Fiorentino, che in soli 15 anni d’ininterrotta attività, è divenuta una delle migliori compagnie italiane sulla scena europea ed internazionale. Vasta la produzione di creazioni coreografiche di autori di prestigio internazionale (come Hans Van Manen, Angelin Preljocj, Nils Christe, Cristopher Bruce, Robert North, Cesc Gelabert ) insieme a talenti emergenti della coreografia italiana (come Gianfranco Paoluzi, Massimo Morricone, Roberto Zappalà, Virgilio Sieni, Mauro Bigonzetti e Fabrizio Monteverde). Importante anche l’attività di formazione e perfezionamento professionale che si svolge sotto la direzione di Walter Zappolini e con la collaborazione di docenti di rilievo internazionale.
Oggi il Balletto di Roma è diretto congiuntamente da Franca Bartolomei e Cristina Bozzolini.

 

 

 

 

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