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Luciana Savignano, Marco Pierin, Salvatore Tarascio
Regia e coreografia di Susanna Beltrami
Musiche originali di Cesare Picco
Per molto tempo questo titolo è rimasto nella mia mente, quasi con lo stesso effetto di un motivo musicale che non si scorda mai. Forse a causa del suono stesso, così seduttivo ed accattivante. Per avvicinarsi a Kate, a Jules, a Jim, è obbligatorio passare attraverso la visione del celebre film di Truffaut, incatenandosi immediatamente a una chiave di lettura tutta improntata su questo famoso triangolo, così adatto a una interpretazione coreografica. Ma è il furore, la voglia di vita e di esperienza custodite nel romanzo di Henri-Pierre Rochè ad avermi affascinato, insieme a tutte le altre anime che circolano attorno a questa storia di amicizia, di amore, di grande passione e di tensione verso la morte. Alcune atmosfere da fiaba, la descrizione di paesaggi, l'incedere ritmato del racconto, la cura dei particolari, della gestualità e della fisicità di tutti i personaggi, ne fanno una fonte inesauribile di spunti per un racconto coreografico. Nel libro centinaia di appunti si susseguono legati dal filo della storia, scorci di esistenza sedimentata nella memoria dell'autore ormai vecchio, che a settantatré anni scrive questo suo primo romanzo. Per me diventa brano di uno stile telegrafico vertiginosamente proiettato al cambiamento, all'ambiguità di un gioco e di un nuovo modo di amare la vita e l'amore. Immagini che scaturiscono dal nero, come dal buio di una stanza, un nero a volte fatto di suoni a volte fatto di silenzio o di luce.
Susanna Beltrami
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