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Pinacoteca civica

La pinacoteca è nuovamente aperta dal 31 gennaio 2012, con l'inaugurazione del nuovo allestimento


Dove

La sede è presso il Castello Sforzesco 

  

Responsabile

Daniela Vecchi

 

Conservatore dei Musei civici

Federica Rabai (incarico onorario) - frabai@comune.vigevano.pv.it

 

Personale

Marzio La Pasta (collaboratore) - mlapasta@comune.vigevano.pv.it

 

      

Contatti

Tel. 0381 691928 - 0381 695018
e-mail direzione musei@comune.vigevano.pv.it

 

Apertura al pubblico (ingresso libero)

dal martedì al venerdì: 14.00 - 17.30
sabato e domenica: 10.00 - 17.30
lunedì chiuso

Dal martedì al venerdì, apertura al mattino per scuole e gruppi su prenotazione.
tel. prenotazioni: 0381 299258

   

Descrizione

Gli affreschi storici, testimonianza delle decorazioni ad affresco provenienti da chiese e palazzi (su tutte i fregi decorativi originali di Piazza Ducale risalenti alla fine del XV secolo), attestano lo sviluppo che, grazie ai voleri di Ludovico il Moro, ebbe l’allora borgo di Vigevano innalzato, in virtù del suo imponente e ben difeso Castello, a sede privilegiata della corte ducale.

   

L'Ottocento.

La stagione della grande pittura italiana ed europea del XIX secolo costituisce il cuore pulsante della Pinacoteca Civica che oggi ha trovato negli spazi delle scuderie ducali del Castello una funzionale quanto prestigiosa sede.
Una stagione che a Vigevano si apre con la figura di Giovanni Battista Garberini, (1819-1896) maestro riconosciuto della pittura vigevanese moderna ed autore di una imponente galleria di ritratti di esponenti della borghesia cittadina. Da tale produzione emerge il grande “Ritratto della famiglia Campari”, in cui il senso dinastico della celebre famiglia di industriali distillatori é reso con spietato e forse ironico senso di verità.
L’impetuoso sviluppo industriale di Vigevano seguito all’unità nazionale porta alla ribalta una nuova classe imprenditoriale che manifesta uno spiccato gusto per l’arte pittorica: appartengono a quell’epoca gli acquisiti della “Marina” di Pompeo Mariani e della monumentale composizione storica “La morte di Carlo Emanuele II” di Francesco Valaperta, tra i richiami maggiori della Pinacoteca Civica.
Gli anni Settanta dell’Ottocento segnano un rinnovamento formale per la pittura lombarda e quindi, di riflesso, per la pittura vigevanese. Gli esponenti di punta della nuova stagione sono Ambrogio Raffele (1845-1928) e Casimiro Ottone (1856-1942) che suscitarono l’interesse e la menzione di Federico Zeri in occasione di una mostra organizzata nel 1997.
Se Raffele si dedica quasi esclusivamente al paesaggio privilegiando le vedute di località alpestri (specialmente della Valle d’Aosta), Ottone si rivolge alla figura come dimostra la folta sequenza di intensi volti femminili che richiamano stilemi tardo scapigliati.

   

Il Novecento.

La generazione di pittori a cavallo dei due secoli è bene rappresentata da Luigi Bocca (1872-1930), Luigi Barni (1877-1952) e dai fratelli Cesare e Ferdinando Villa. Luigi Bocca é il personaggio di maggior spessore, come testimonia la sua produzione incentrata sul ritratto e sulla composizione con figure umane bene esemplificata nel delicato “Per tua dote”.
La stagione del Novecento pittorico ha invece in Mario Ornati (1887-1955) e Carlo Zanoletti (1898-1981)  i protagonisti principali. In particolare Zanoletti  si distingue per la sua particolare lettura dei paesaggi del fiume Ticino e dei suoi frequentatori (barcaioli, ma anche gente comune).
Unico rappresentante importante della scultura del Novecento a Vigevano è Giovan Battista Ricci (1891-1955) di cui sono esposti i bozzetti preparatori del “Monumento al Calzolaio d’Italia” ed altri lavori dedicati all’industria calzaturiera.